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Introduzione
I principi del
PNLG
Il governo
clinico
I soggetti del
PNLG
Gli strumenti del
PNLG
Criteri e metodi
per l’elaborazione degli strumenti del PNLG
La valutazione di
impatto
L’implementazione
Bibliografia
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Il governo clinicoQuello di "governo clinico" è un altro
dei concetti chiave cui si ispira il PNLG. Come si è visto, il
Piano sanitario nazionale 1998-2000 e il D. Lgs 229/99 segnano il
passaggio a una fase in cui al centro dell’attenzione del SSN viene
posto l’atto medico, la clinica propriamente detta, le decisioni (e
il relativo complesso delle prestazioni che ne derivano) che
caratterizzano e qualificano l’assistenza ai pazienti. L’efficacia
clinica degli interventi sanitari e l’appropriatezza del loro uso in
specifiche categorie di pazienti sono assunti a criteri operativi
attraverso i quali il SSN rende misurabile e descrivibile la qualità
delle proprie prestazioni. Questa rinnovata attenzione per come
realmente vengono assistiti i pazienti, nel mondo anglosassone viene
oggi indicata come "clinical governance",46-49
da noi probabilmente traducibile in "governo clinico", sottolineando
in questo modo sia l’importanza della dimensione prettamente clinica
della attività dei servizi – e quindi delle figure professionali che
ne sono responsabili direttamente – sia l’esigenza di monitoraggio,
indirizzo e regolazione delle funzioni assistenziali. Governo
significa appunto questo in definitiva, una coerente capacità di
monitoraggio (conoscenza) dei fenomeni, e conseguentemente di loro
indirizzo verso una migliore qualità dell’assistenza. Infatti la
"clinical governance" viene definita come "il contesto in cui i
servizi sanitari si rendono responsabili del miglioramento continuo
della qualità dell’assistenza e mantengono elevati livelli di
prestazioni creando un ambiente che favorisce l’espressione
dell’eccellenza clinica" (liberamente tradotto da "A First Class
Service"50,
ndr). Tuttavia, ogni governo che si rispetti necessita di
strumenti che lo rendano operativo e, prima ancora, di principi e
valori condivisi che lo legittimino e gli conferiscano la necessaria
credibilità. Per questo appare importante esaminare, sia pure
brevemente, entrambi, sottolineando in questo modo quali sono gli
aspetti che dovrebbero caratterizzare il concetto di "governo della
pratica clinica".
Le condizioni per la realizzazione del governo clinicoE’
importante sottolineare quali siano gli aspetti che dovrebbero
caratterizzare il concetto di "governo della pratica clinica"
costituendone le condizioni necessarie alla sua piena realizazzione:
la condivisione multidisciplinare, la responsabilizzazione, la
partecipazione. Queste caratteristiche lo qualificano come un sforzo
coordinato per operare sia sul versante della offerta che su quello
della domanda dei servizi sanitari. Condivisione
multidisciplinare perché governare la pratica clinica significa
porre l’accento sul fatto che il risultato degli interventi e dei
servizi sanitari è in larga misura l’esito non tanto della abilità e
capacità tecnica del singolo operatore, quanto piuttosto della buona
operatività dei team di operatori dei servizi. Non solo, significa
anche ribadire che per ottenere i risultati desiderati occorre che
le capacità tecnico-cliniche dei team di operatori siano
adeguatamente supportate da un ambiente organizzativo e
amministrativo funzionale al raggiungimento degi obiettivi clinici
dei servizi. In questo senso quindi si tratta di un impegno
multidisciplinare, che deve trovare la collaborazione sia tra
operatori clinici con diverso orientamento specialistico (ma
impegnati nell’assistenza alle medesime categorie di pazienti), sia
tra chi ha responsabilità cliniche nella assistenza a singoli
pazienti e chi invece ha responsabilità nella organizzazione e
amministrazione di servizi per popolazioni di pazienti. Il
governo della pratica clinica implica anche una esplicita
responsabilizzazione degli operatori. In particolare l’assumere il
perseguimento di una buona qualità dell’assistenza non come generico
compito professionale del singolo operatore, ma come impegno dei
team di operatori nel loro insieme, diretta conseguenza del quale è
la necessità di, e la disponibilità a, sottoporsi a forme di
controllo e monitoraggio delle proprie prestazioni secondo principi
di valutazione professionalmente condivisi. Per la professione
medica questo significa passare da un regime finalizzato alla mera
identificazione (peraltro generalmente inefficace) di singoli casi
di malpractice, a un regime in cui il mantenimento e perseguimento
di una buona qualità dell’assistenza è responsabilità assunta non
solo dalla generalità della professione, ma anche dai singoli team
di operatori e professionisti, nei confronti del sistema all’interno
del quale essi operano (il SSN) e dei suoi utenti. Da questo punto
di vista vale la pena sottolineare come, nel contesto inglese, le
riflessioni sulla necessità e rilevanza di una politica di clinical
governance siano state potentemente stimolate dal caso di Bristol,51
come lampante esempio del fallimento dei meccanismi di regolazione e
controllo interni alla professione e della necessità di
ricostruzione di una capacità di controllo e verifica sull’insieme
del contesto clinico che fosse nel contempo efficace, trasparente e
non autoreferenziale. Questo non implica, di per sé, una rinuncia
o una riduzione della autonomia professionale del singolo operatore,
che deve poter mantenere margini di propria libertà decisionale
nella gestione dei problemi assistenziali, avendo però la
consapevolezza che le proprie prestazioni saranno oggetto di una
valutazione basata su principi che la professione ha contribuito a
definire e condivide. Dal punto di vista dei servizi, l’ovvia
implicazione di queste considerazioni è la necessità che le
necessarie forme di verifica e controllo si concretizzino nella
identificazione di figure professionali che abbiano il compito di
verificare se e in che misura le prestazioni offerte siano conformi
agli standard professionali accettati. Infine il governo della
pratica clinica dovrebbe essere un processo partecipativo nella
misura in cui assume che la partecipazione degli utenti all’attività
dei servizi corrisponde non solo a un generico diritto del paziente
a un ruolo attivo, ma a una delle condizioni necessarie per il
raggiungimento degli obiettivi clinici desiderati. Partecipazione
dell’utenza significa, in concreto, avviare una politica di
comunicazione e informazione con il pubblico, affinché migliori la
consapevolezza rispetto a quanto può ragionevolmente attendersi
dagli interventi sanitari disponibili e dalla tipologia di offerta
dei servizi; significa anche migliore comunicazione con il paziente
per una maggiore collaborazione con gli operatori, affinché adotti
comportamenti pienamente funzionali al raggiungimento dei desiderati
obiettivi clinici;52
significa, infine, mettere il paziente in grado di operare delle
scelte, laddove varie opzioni diagnostico-terapeutiche siano
possibili e il problema sia trovare quella più adatta alle esigenze
e alle preferenze del singolo.53,54
Gli obiettivi e gli strumenti del governo clinicoSe il
governo della pratica clinica rappresenta l’intento di regolare
l’erogazione dei servizi attraverso un impegno multidisciplinare,
condiviso tra componente clinica e amministrativa, fortemente
responsabilizzante, partecipato da parte dell’utenza, il problema è
cominciare a identificare attraverso quali strumenti e quali assetti
organizzativi55,56
possa essere realizzato e quali debbano essere i suoi obiettivi
specifici. Procedendo schematicamente, è possibile identificare i
seguenti:
- un’assistenza integrata e multidisciplinare, attraverso la
realizzazione a livello aziendale di ambiti di stabile
coordinamento tra i responsabili delle unità operative (reparti,
dipartimenti, ecc), e tra questi ultimi e la direzione aziendale.
Il governo clinico richiede una visione necessariamente integrata
dell’assistenza, un approccio centrato sul paziente e sull’insieme
del suo percorso assistenziale, piuttosto che sui singoli momenti
che lo compongono. Non solo, rimanda alla necessità di
identificare responsabilità precise57
relativamente al mantenimento di adeguati standard qualitativi e
alla realizzazione operativa di specifiche iniziative finalizzate
al perseguimento degli obiettivi di qualità prefissati;
- l’adeguamento degli strumenti informativi a disposizione degli
operatori e della direzione per un costante monitoraggio della
pratica clinica.58
Non si governa ciò che non si conosce. Necessariamente la
possibilità di indirizzare in modo positivo la qualità
dell’assistenza richiede la raccolta, il più possibile
sistematica, di informazioni che consentano di identificare le
aree cliniche suscettibili di miglioramento, di realizzare
attività di analisi comparativa delle prestazioni erogate
(benchmarking), di fornire un ritorno informativo puntuale agli
operatori (feedback), e infine di monitorare eventi avversi ed
errori clinici per segnalarne in modo tempestivo l’occorrenza;59-61
- l’adeguamento degli strumenti finalizzati a fornire
informazione di buona qualità scientifica agli operatori,
perch&ecute; la possano usare come riferimento nelle decisioni
cliniche. Se scopo del governo clinico à indirizzare verso
pratiche assistenziali di documentata efficacia e di favorirne
l’uso appropriato, è importante che gli operatori abbiano facile
accesso a strumenti in grado di mettere loro a disposizione
informazioni di buona qualità scientifica sull’efficacia degli
interventi sanitari.
In questo senso, il governo clinico trova
nella medicina basata sulle prove di efficacia62,63
il proprio naturale alleato e nelle banche dati di revisioni
sistematiche della letteratura, come pure di linee-guida uno degli
strumenti operativi di più immediato utilizzo da parte dei
decisori clinici;
- specifiche politiche aziendali per la raccolta sistematica di
informazioni sulla qualità dei servizi così come essa viene
percepita dai pazienti e per il suo utilizzo come momento di
verifica delle prestazioni.32,64,65
Questo implica non soltanto la possibilità formale per gli utenti
di esprimere i propri disagi (magari attraverso appositi
sportelli), ma anche l’attivazione di sistemi che consentano di
dare a queste lamentele risposte in modo tempestivo e di
utilizzarle come strumento per avviare una revisione critica degli
aspetti assistenziali in questione.
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